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giovedì 15 febbraio 2018

Foto di un singolo atomo


Il fisico quantistico David Nadlinger dell'università di Oxford è riuscito a catturare un'immagine che sarebbe stata impensabile fino a qualche anno fa. Un singolo atomo sospeso in un campo magnetico, visibile a occhio nudo. E' il puntino bianco al centro della foto; per essere più onesti, si tratta della foto della luce emessa dall'atomo in uno stato di eccitazione.
La foto, intitolata “Single Atom in an Ion Trap” ha vinto il premio per la migliore immagine secondo lo UK’s Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC).


giovedì 25 gennaio 2018

Città, paura e desiderio: Nagoya


Nagoya è una città che non si impara facilmente; la monotonia degli edifici e la ripetizione degli stessi elementi, tutti esatte repliche di un modello sconosciuto, come i konbini, le aree di parcheggio a pagamento, le stazioni della metropolitana, le grandi catene di centri commerciali, non aiutano. Sembra di non poterla conoscere mai bene. I monumenti storici sono chiusi in recinti o resi invisibili dagli alberi, per cui dalla strada non si intendono. Le insegne dei negozi, enormi e colorate, si tendono a dimenticare facilmente per i non yamatologi.
L'ingegneria civile, quella delle strade sopraelevate e delle torri per le telecomunicazioni, dei canali e dei cavi sospesi è ciò che dà la vera forma alla città. Quando si pensa a Nagoya in generale, sono questi gli elementi che vengono in mente.
Piano piano ci si costruisce un modo per classificare Nagoya. Si capisce che, proprio appena dietro a dove ci sono aree commerciali pulitissime e capitaliste, probabilmente si trova la rispettiva area residenziale, con le case che meno piani hanno, più sono belle. Si capisce che è il negozio più piccolo quello su cui basarsi per ricordarsi quel dato posto, perché è probabilmente quello che è lì da più tempo. Si capisce che, anche se ci si perde, prima o poi una stazione della metropolitana la si incontra.






domenica 24 dicembre 2017

Buon Natale da DaSeyn

José "Pitok" Blanco, Harvest scene
DaSeyn augura a tutti i lettori e anche ai non lettori un buon Natale!
Ci vediamo presto con nuove escursioni su arte, architettura, cinema, design, fotografia, grafica, informatica, letteratura e teatro. Per EsserCi.

mercoledì 6 luglio 2016

Tonalestate 2016 new topic: "Un mundo sin mañana" - L'eredità

“E io ho sparato su Dolochov perché mi sono ritenuto offeso; e Luigi XVI è stato giustiziato perché lo avevano ritenuto un criminale, mentre, un anno dopo, sono stati condotti a morte quelli che lo avevano giustiziato, anch’essi per un motivo o per l’altro. Che cosa è male? Che cosa è bene? Che cosa bisogna amare, che cosa odiare? Per che cosa bisogna vivere e che cosa sono io?”: così il nobilissimo e goffo Pierre s’interroga in Guerra e Pace, un capolavoro, come La recherche, di cui noi uomini  non saremmo probabilmente degni, se non ce ne avessero appunto resi degni Tolstoj e Proust, due umilissime genialità assai note e forse troppo poco lette.

Queste sono anche le domande scritte nell’anima dei due fieri contadini americani, segno della forza di perseveranza e di volontà di fondazione propria dei pionieri – e propria di chiunque non si lasci illudere dalla stupidità o dall’inerzia – dipinti da Grant Wood nel 1930. E sono le domande scritte dentro il tema – l’eredità – che il Tonalestate ci propone per la sua edizione del 2016: che cosa possiamo lasciare in eredità ai nostri figli (e, a loro volta, questi, che cosa trasmetteranno ai loro figli), se non sappiamo chi siamo e non sappiamo di che natura è il seme che oggi, con prudenza o leggerezza, con odio o con amore, piantiamo con la nostra vita e le nostre scelte di tutti i giorni? Quale futuro ci preparano coloro che ci governano e dei quali ci è in realtà sconosciuto il volto? E quale futuro hanno in mente quelli che a loro si oppongono con le armi o con le idee?

Un mundo sin mañana (un mondo senza domani) cantava, nel 1974, un rivoluzionario venezuelano, Alí Primera: parole indubbiamente scioccanti le sue, che ci svegliano, oggi, dopo oltre quarant’anni, dal nostro inquieto e inefficace scontento. Nessuno riesce davvero a pensare a un mondo senza domani, eppure tutto porterebbe a farcelo credere. Le guerre, lontane o vicine, la fame, la miseria, la povertà, la schiavitù, lo sfruttamento, le ingiustizie, le angherie, gli abusi, gli affari e i malgoverni: tutto questo ci sorprende, pur nella sua antica, ritmica, quasi banale e crudele ripetitività. Resi impotenti di fronte a tante ingiuste morti, eccolo il futuro: poche case/di annosi mattoni, scarlatte,/e scarse capellature di tamerici pallide/più d’ora in ora; stente creature/perdute in un orrore di visioni.

Ma è proprio soltanto così? Con leggerissima delicata voce, simile a un merletto di Bruges, Ungaretti, nella sua saga sul dolore, domanda il risorgere, fra quegli annosi mattoni e quell’orrore di visioni, dell’angelo del povero. Chi è mai questo angelo del povero? Forse sei tu? Forse sono io? Forse siamo noi? Chi può tramutare in un cuore che vibra la nostra focosa pietra sulla quale camminano e operano  le oscurate menti di chi ci governa? Chi può tirar fuori, in noi e in loro, la gentilezza superstite dell’anima?

Il Tonalestate, come ogni anno, con i suoi invitati e alla presenza di giovani e adulti uniti da  un’amicizia che desidera essere ed è parte di questa gentilezza, ci farà incontrare più d’uno di questi angeli del povero, oltre a farci riflettere a fondo su quelle iniziali domande che ogni uomo dovrebbe porre e dovrebbe porsi, non certo a cent’anni, ma al primo sorgere di quel sorriso dell’alba che chiamiamo adolescenza.

Un tema, dunque, quello del 2016, inquietante e generoso, importante e vitale e, mentre vi riflettiamo e a esso ci prepariamo, il Tonalestate, nella sua internazionalità, invita tutti a “feel the burn”.

venerdì 11 marzo 2016

CUANDO LA FOTOGRAFÍA COBRA VIDA



Alejandro Matzar
Fotógrafo profesional guatemalteco
11/03/2016 | 6:30 PM
AULA D-14, DE LA UNIVERSIDAD
CENTROAMERICANA
"JOSÉ SIMEÓN CAÑAS" (UCA).


domenica 25 ottobre 2015

Dakar: a city full of color

Here in Dakar, it seems that the entire urban landscape is full of color: The walls, the sidewalks, the transport, houses and buildings, as well as the bright clothes of urban dwellers themselves. For example, the bright contrast between the light brown sands of this Sahelian city and the azure sky. The walls dressed in its history of graffiti, murals and mosaics. Property owners of each house and building design the small sidewalk spaces in front of their buildings, assembling boldly colored tiles in reds, blues, yellows and oranges. The urban scene is a mix of colors:

AFRICANURBANISM_OKOYE_DAKAR_YELLOW MOSQUE
A yellow mosque against a blue sky. Dakar, Senegal.

venerdì 5 giugno 2015

La memoria senza suono - mostra dell'Istituto Giapponese di Cultura


Un pomeriggio siamo capitati all'Istituto Giapponese di Cultura a Roma. Qui, in un edificio in stile nipponico, silenzioso, profumato, circondato da un giardino zen (e per questo eletto a luogo perfetto per pause dallo studio), abbiamo trovato una mostra interessante: La memoria senza suono, fotografie di Koji Inoue, che, come ci spiega la didascalia, fu sordo dall'età di tre anni.

giovedì 21 maggio 2015

Hors cadre

La bicicletta
La morsa e il martello
Série N° 1. BnF- François Mitterand
Série N° 2 - Sol-


sabato 16 maggio 2015

Hors cadre

Hors cadre:  il gioco di DaSeyn, maggio & giugno 2015

Gioco per passare il tempo mentre si aspetta un treno, un autobus, un aereo, un tram, una navetta e via discorrendo. Consiste a fare una fotografia il cui soggetto non è presente nell'inquadratura della macchina fotografica del vostro cellulare, ma la cui presenza si deve indovinare a partire da quello che si vede nella fotografia. E' vietato ritrarre parti del proprio corpo. Questo giochetto sarà grandemente alla moda nel 2025, all'era dell'anti-selfy. Ricordate che è nato da qui. 

Inviate le fotografie all'indirizzo daseyn2009@gmail.com. Se la fotografia è pertinente  sarà publicata sul blog, ma una sola sarà premiata alla fine del mese di giugno 2015 con un buono birra+panino da Paul, all'aereoporto di Toulouse dove il grazioso giochetto fu inventato...."ché tutte le cose pare sia scritto "più in là". Occhio a non perdere l'aereo. 

I primi due scatti della redazione (fuori concorso)

1. L'assassino

2. Antonio Canova


FR: Hors cadre: le jeu de DaSeyn, mai & juin 2015

Jeu pour passer le temps en attendant un train, un autobus, un vol, un tramway, une navette et ainsi de suite. Cela consiste à prendre une photo dont le sujet n'est pas présent dans le cadre de l'appareil photo de votre portable, mais dont la présence doit pouvoir se deviner à partir de ce que l'on voit dans la photographie. Il est interdit de représenter des parties de son propre corps. Ce petit jeu sera vachement à la mode en 2025, à l'ère de l'anti-selfy. Souvenez-vous qu'il est né ici. 

Envoyez vos photos à l'adresse daseyn2009@gmail.com. Si la photographie est pertinente elle sera publiée sur le blog, mais une seule sera récompensée à la fin du mois de juin 2015 par un bon d'achat chez Paul, à l’aéroport de Toulouse, où ce gracieux petit jeux fut inventé...."car on dirait que dans toute chose est marqué: "plus loin"..Faites gaffe à ne pas louper votre avion.

ESP/INGL: la traduzione arriverà!


Campionare i fumetti: Samplerman comics by Yvang

"Yvan Guillo, aka Yvang, è un fumettista francese nato nel 1971. Ha cominciato pubblicando fumetti in varie fanzine fin dai primi anni ...