martedì 28 marzo 2017

Una stalla a Gut Garkau


Hugo Haring fu un architetto tedesco, un grande teorico, un collega di studio di Mies Van Der Rohe, l'inventore di un'alternativa al razionalismo degli anni '20, un esiliato dal CIAM (il congresso internazionale per l'architettura moderna) per questa sua posizione.
Dunque, questa personalità combattiva, mai scesa a compromessi, ovviamente non ebbe molte occasioni di costruire le proprie idee; la storia ha fatto vincere altri e di Haring ci sono rimaste pochissime opere realizzate, delle quali, nei libri, si trova solo questa stalla, facente parte di una "fattoria modello" in Germania.



Per strisce orizzontali sono sovrapposti mattoni, vetro, mattoni ancora e un tavolato in legno. Il tutto forma un volume pieno di curve, rientranze e sporgenze, ma non è un formalismo decorativo: si intuisce da subito che ogni cosa è così perché così dev'essere, ed in particolare che l'esterno è la scorza gonfiata dal soffio dello spazio interno. Questo spazio interno è articolato intorno ad una mangiatoia di forma organica, a cui si aggiungono alcove e nicchie per gli animali. Un secondo piano funge probabilmente da fienile (non si trovano molte informazioni su quest'opera), e una copertura a falde rovesciate corona il tutto. L'angolo retto non è mai preso come un dogma da rispettare, anzi viene spesso scartato in favore della curva, descrittrice del percorso di animali e uomini.


I volumi risultanti da questa operazione sono bellissimi, senza una direzione principale, senza una visuale preferenziale; sono geografici. La rappresentazione in pianta di questo edificio lascia smarriti; non si riesce quasi a confrontare con l'edificio reale, perché questo è concepito contemporaneamente in tutte e tre le sue dimensioni.

Il complesso della fattoria


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