domenica 28 febbraio 2010

Berrettini su Veronese, Barocco e Veneziani

"Egli in Venezia condusse l'opere bellissime, et ammirande, che sono nel Palazzo de' Sig. Coccini, cioè l'Adorazione de' Magi, e le nozze di Cana Galilea; et in queste vedesi uno in particolare, che gusta il vino con tal'espressione d'interno affetto, e di compiacimento, che quella sola merita d'esser nominata una grande e straordinaria meraviglia dell'Arte".

sabato 27 febbraio 2010

bacon&bacon

I corpi diventano via  via più cavi e risonanti a causa di un cambiamento che talvolta si verifica alla superficie di un corpo, che da liscio diventa ruvido e al contempo più leggere; si osserva allora non tanto una fuga quanto una migrazione della materia (...). Perchè neicorpi agili e compatti, non porosi, lo spirito non trova passaggi attraverso i quali volare via in segreto, ma spinge davanti a sé le parti dense che ha disteso e plasmato, e le respinge con violenza alla superficie del corpo, come accade alla materia che marcise o ai metalli che arrugginiscono.

venerdì 26 febbraio 2010

Ipse Dixit: Albert Camus

CALIGULA Oui. Enfin! Je ne suis pas fou et même je n’ai jamais été aussi raisonnable. Simplement, je me suis senti tout d’un coup un besoin d’impossible. (Un temps) Les choses, telles qu’elles sont, ne me semblent pas satisfaisantes.
HELICON C’est une opinion assez répandue.
CALIGULA Il est vrai. Mais je ne le savais pas auparavant. Maintenant, je sais. (Toujours naturel) Ce monde, tel qu’il est fait, n’est pas supportable. J’ai donc besoin de la lune, ou du bonheur, ou de l’immortalité, de quelque chose qui soit dément peut-être, mais qui ne soit pas de ce monde.
HELICON C’est un raisonnement qui se tient. Mais, en général, on ne peut pas le tenir jusqu’au but.
(…) CALIGULA Les hommes meurent et il ne sont pas heureux.
HELICON Allons, Caïus, c’est une vérité dont on s’arrange très bien. Regarde autour de toi. Ce n’est pas cela qui les empêche de déjeuner.
CALIGULA Alors, c’est que tout, autour de moi, est mensonge, et moi, je veux qu’on vive dans a vérité.
Le Caligula de Albert Camus est représenté pour la première fois en 1945 au Théâtre Hébertot. Le rôle de Caligula est interprété par Gérard Philipe.

giovedì 25 febbraio 2010

Autoritratto in uno stato di tormento interiore

« Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura... e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura. »

Così, Edvard Munch, nella sua opera l'Urlo descrive l'angoscia dell'esistenza della condizione umana. Questa angoscia, quest'intima paura, può ben riscontrarsi in altre opere dell'artista che visse tra il XIX e XX secolo. Sintomatico è l'autoritratto in uno stato di tormento interiore (1919-1921). Qui vediamo l’uomo distrutto nel suo essere, nel suo vivere e nel suo corpo; immagine che presenta il dramma dell’esistere. Una apparente tranquillità pervade tutta la stanza: l'alternarsi di piani diversi crea un vortice che risucchia il personaggio dal volto insofferente che compie un lento movimento in avanti; le tonalità piuttosto grigie-opache rendono la scena ancor più drammatica. Munch sembra quasi preludere la condizione dell'uomo contemporaneo, cioè io e te.

EDWARD HOPPER a Roma

16 febbraio – 13 giugno 2010, A cura di Carter E. Foster
La prima grande mostra di Edward Hopper in Italia arriva a Roma
Per la prima volta in Italia, Roma e Milano rendono omaggio all’intera carriera di Edward Hopper (1882-1967), il più popolare e noto artista americano del XX secolo, con una grande rassegna antologica senza precedenti nel nostro paese. Accolta dal pubblico con grande successo nella sede di Palazzo Reale a Milano, con oltre 180 mila visitatori, la mostra è attesissima a Roma, dove sarà aperta al pubblico il 16 febbraio 2010 nelle sale del Museo Fondazione Roma, con importanti novità: l’arrivo di altri capolavori dai musei americani, un originale e suggestivo allestimento e una nuova edizione del catalogo.
Promossa dalla Fondazione Roma, cui si deve l’impulso iniziale alla realizzazione dell’evento, grazie all’iniziativa del Presidente Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, la mostra è prodotta con il Comune di Milano – Cultura ed Arthemisia Group, in collaborazione con il Whitney Museum of American Art di New York e la Fondation de l’Hermitage di Losanna.

lunedì 22 febbraio 2010

Chi ha pagato Giacomo Casanova?

Oggi la Biblioteca Nazionale di Francia (BNF) si arricchisce di un nuovo manoscritto: L'Histoire de ma vie, opera scritta in francese da Giacomo Casanova, a partire dal 1789 fino alla sua morte nel 1798. 
Le 3.700 pagine non rilegate, dal costo di 7 milioni di euro, sono state interamente pagate da un mecenate che desidera restare anonimo. 

Nel caso egli sia tra i lettori di daseyn chiediamo formale appuntamento, garantendo l'anonimato.

Camera Obscura: Figura nella Nebbia

sabato 20 febbraio 2010

Le Avventure di Sir Edwin Fuzz VII

Qui troviamo una dei bottini ipù incredibili mai fatto nella storia degli stupefacenti. Esami di laboratorio intensivo non ha ancora rivelato le funzioni di tutti gli strumenti della curiosa foto. Sir Edwin non trova le parole per spiegare  il meccanismo a orologeria in basso all'angolo destro, ovviamente lavoro di artigiani svizzeri. La maggior parte degli aghi-oggetti simili erano usati per via intravenosa, siringhe e la loro notevole varietà di forme, l'uso di ruote e apparecchi di perforazione suggerisce, che erano impiegati da una setta di fanatici masochisti "drogati". (Junkies: termine penale per i tossicodipendenti di eroina.) In alto a sinistra, si vede le siringhe, più classico dei gadget, che serviva anche per la propria "punizione" o ostetricia clandestina. In alto a destra e in basso a sinistra mostra due funzioni possibili per il meccanismo a orologeria, una delle teorie predilette di Sir Edwin è che il che il tossicomane di mezzi bassi potrebbe ottenere qui vicino il suo dosaggio quotidiano da uno processo di osmosi, se mettendo la testa speciale sulla superficie  polmonare o attraverso le dita, come dimostrato.

venerdì 19 febbraio 2010

giovedì 18 febbraio 2010

Il Mosaico di SS. Cosma e Damiano

Sulla Basilica: L'importanza di questa basilica è data dalla sua ubicazione nel Foro Romano,fulcro politico e religioso dell'Impero. Le basiliche costantiniane ( San Giovanni in Laterano, San Pietro) si ubicavano tutte fuori le mure romane. Qui invece abbiamo un edificio che viene convertito in chiesa, dedicato ai due fratelli medici greci. Sorge su un edificio che si ritiene fosse sede del catasto romano o un ambulatorio medico. I lavari iniziano sotto il regno di Teodorico e finirono all'epoca di sua figlia Amalasunta.
La trasformazione da edificio pagano a cristiano avviene con papa Felice IV (526-530 d.C.) che vi aggiunse l'abside e fece decorare le pareti con Opus Sectile.
D'importanza capitale sono i mosaici dell'arco trionfale e del catino absidale; per il catino absidale si scelse un tema di tipo apocalittico rappresentante la Parusia ovvero la seconta venuta di Cristo che scenda dal cielo su un tappeto di nuvole facendo il gesto della Allocutio; la composizione presenta uno schema a setti figure: i Principi degli Apostoli Pietro e paolo introducono i santi titolari con il gesto di patrocinio (già pagano sulle catacombe), essi a loro volta portano corone in omaggio. Ai lati estremi sono rappresentati papa Felice Iv committente e S. Teodoro in quanto santo venerato nei dintorni. sono presenti anche elementi di tipo paradisiaco: la fenice, le palme, il fiume Giordano.La scena è drammatica, in azione, del resto la venuta in sé è un concetto dinamico; Lo schema è simmetrico; i personaggi producono ombre, si staccano dalla bidimesionalità, il terreno diventa spazio reale.
Le teste dei santi sono sono vive, pulsanti, connotate versosimilmente nelle fattezze. Colpisce il volto di san Pietro: fronte corrugata, naso evidente, volto massiccio, squadrato, i capelli piatti e schematici, quasi finti; la fissità degli occhi e degli sguardi persi nel vuoto, produce una forse astrazione:
Matthiae definisce il mosaicista un artista che guarda al passato, mentre Kitzinger, uno che guarda al futuro. Il mosaico comunque può dirsi romano a tutti gli effetti, maturazione dello stile incominciato dal Leone Magno (Andaloro).
La visione apocalitica dell'abside è completata dai mosaici dell'arco rappresentanti l'etimasia con l'agnello mistico e la croce, i sette candelabri quattro angeli(due per lato) e i ventiquattro seniores che offono le corone.

Caravaggio, mostra commemorativa del IV centenario della morte dell'artista

Scuderie del Quirinale
20 febbraio - 13 giugno 2010

Una mostra dedicata al celeberrimo, e celebratissimo, "genio lombardo" in un'ottica radicalmente innovativa e aggiornata.
In anni recenti, il gran numero di ricerche, studi, esposizioni e interventi sulle vicende biografiche e artistiche di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio ha confermato l'universale e crescente interesse intorno alle vicende artistiche del pittore e al suo ruolo cardine all'interno della storia dell'arte degli ultimi quattrocento anni. E' questo lo sfondo e il clima in cui è nata l'idea di una nuova e ambiziosa - pur nella sua "semplicità" - iniziativa espositiva. Una mostra lineare ed emozionante, immaginata secondo un criterio assolutamente rigoroso, presentata al pubblico in un percorso sintetico, non antologico, incentrato sulle sole opere "capitali", vale a dire sulle sole opere di Caravaggio storicamente accertate.
La scelta di privilegiare l'autografia sicura dei dipinti ha portato a escludere la produzione variamente riferita alla sua "bottega", così come sono state poste a margine, quasi lasciate momentaneamente in sospeso, le "ulteriori versioni" e tutte le questioni sulle quali la critica del Novecento si è più volte confrontata, e continua a farlo, con pareri non sempre concordi. Il risultato finale è un percorso coerente e rigoroso che getta una nuova luce sui diversi momenti del sofferto iter evolutivo del linguaggio di Caravaggio: un percorso emozionante e cristallino che depura ed esalta l'eccezionalità e unicità della sua opera.
info Mostra

sopra:Ottavio Leoni, Ritratto di Michelangelo Merisi

Camera Obscura: Metro Roma

Mike Topp* and Stuyvesant bee

*was born in Washington, D.C. He is currently living in New York City unless he has died or moved. Mike's most recent book is Shorts Are Wrong (Autonomedia). He is working on his next book, Sasquatch Stories.

lunedì 15 febbraio 2010

La classe morta, di Tadeusz Kantor,Umarla klasa, 1975 Parte Seconda

La classe morta, di Tadeusz Kantor,Umarla klasa, 1975 Parte Prima

Kashiwa Sato


Born in Tokyo in 1965, Kashiwa Sato studied graphic design at the Tama Art University.
After a period working for Hakuhodo, he started his own business, establishing his creative studio “Samurai” in 2000. Sato’s creative work is characterized by its powerful visual inventiveness and spans a wide range of genres and media.
In his most recent endeavor, he was responsible for the product design and advertising campaign for the NTT DoCoMo “FOMA N702iD.” He has won numerous prizes, including the Tokyo ADC Grand Prix, Tokyo TDC Gold Prize, etc.



LE FILS PRODIGUE (Il figliol prodigo) 1975-76

Marc Chagall (1887 – 1985), straordinario artista di origine russa, ebreo esule in Francia e poi negli Stati Uniti, in fuga dalle persecuzioni naziste, ha attraversato correnti artistiche come il cubismo, il surrealismo, l’espressionismo, traendone degli spunti, ma mantenendo sempre una poetica autonoma.
Stupefacente in quest'opera è la modernità dei costumi dei protagonisti, mezzo che Chagall utilizza per attualizzare la parabola narrata nella Bibbia.
La scena è ambientata in un villaggio russo, con l'intera popolazione riunita ad osservare il ricongiungimento del padre con il figlio.
Qui Chagall, ed è quello che colpisce, chiama il villaggio a raccolta. Sembra che l’intero borgo di Vitebsk si sia precipitato all’aperto, lungo la strada principale per assistere all’incontro tra padre e figlio, incontro che occupa più della metà della tela, e per partecipare alla festa. Questo figlio era perduto ed è stato ritrovato, era morto ed ora è tornato alla vita.
Il padre qui ritratto è chiaramente segno del Padre divino, ma conserva tutta la tenerezza umana di un padre terreno che corre incontro al figlio perduto e, ora, ritrovato.
L’atteggiamento del capo dice la profonda umiltà e il rispetto di questo figlio che vive e ha vissuto l’esperianza diretta della fragilitá dell’io, mentre l’incrociarsi della mani suggerisce la serena certezza che anima i due di essere indissolubilmente legati da un sentimento che supera gli eventi della storia e i tradimenti.

“Dio tu che ti cieli nelle nuvole,
o dietro la casa del calzolaio,
fa che la mia anima,
anima dolorosa di ragazzo balbuzziente, si riveli,
mostrandomi la strada.
Non vorrei essere uguale a tutti gli altri;
voglio vedere un mondo nuovo.”
Marc Chagall 1931

domenica 14 febbraio 2010

akos birkas


Der kleine Jil beschützt die Schönen und Starken, 2009
Öl auf Leinwand, 150 x 220 cm

Akos Birkas, Malerei
Galerie EIGEN + ART Leipzig
16. Januar 201 - 03. April 2010

Akos Birkas (geboren 1941) studierte von 1959 bis 1965 Malerei an der Akademie der Bildenden Künste in Budapest. Seine abstrakten Portraits zählen zu den bedeutendsten Kunstwerken ungarischer Künstler seit den 1970er Jahren. Grundlage der Arbeiten seit 2005 bilden über längere Zeit gesammelte Zeitungsfotos aus der aktuellen Tagespresse. Dabei blickt er auf unterschiedlichste politische, soziale aber auch filmhistorische Themen und sieht das Weiterbearbeiten der Fotografie als Reflektion zum gesellschaftlichen Geschehen. Das Portrait, ein klassisches Genre, ist hier zu einem Medium der Darstellung kommunikativer Situationen umgebildet worden.
Akos Birkas: Ich meine, der Realismus in der Malerei hat noch immer ein roßes kommunikatives Potenzial. Das Interesse an einer betont kommunikativen Malerei führt zur Frage der thematischen BIlder, was wiederum zu politischen Fragen führt." Die Malerei unterstützt dabei die Wahrheitsfindung" durch ihre eingeschriebene Langsamkeit. Akos Birkas: Bei der Arbeit geht es mir in erster Linie um dieses Nach-Denken. Das hängt auch mit dem langsamen Entstehungsprozess dieser Malerei zusammen.

mercoledì 10 febbraio 2010

Fin des travaux ! Tout le monde au Palais-Royal


Le 8 janvier, Frédéric Mitterrand s’est rendu dans la cour d’honneur du Palais-Royal à Paris pour marquer la fin des travaux de restauration des « Deux plateaux », plus connus sous le nom de «Colonnes de Buren » du nom de l’artiste Daniel Buren (http://www.danielburen.com).
L’ouvre se compose de 260 colonnes octogonales en marbre blanc « zébré de noir », de tailles différentes mais aussi d’un système hydraulique et d’un dispositif d’éclairage complexe.
Elle se développe donc sur deux plans : un niveau praticable et bien connu par les parisiens et par les habitués de la Comédie Française et un niveau sous-sol, siège des jeux permanents d’eau, bien connu par les visiteurs nocturnes. 
Les Deux plateaux, commandés en 1985 par Jack Lang, alors ministre de la Culture, pour remplacer le parking existant, occupent les 3.000 m2 de la cour d’honneur. On regrette quand même un peu, la disparition de la palissade, conçue par l’artiste lui-même et percée d'ouvertures colorées.

CLAUDE PARENT : l'oeuvre construite, l'ouevre graphique

Du 20 janvier au 2 mai 2010, Exposition à la Cité de l’architecture et du patrimoine de Paris :
CLAUDE PARENT : l'oeuvre construite, l'ouevre graphique
Nous n’avons pas encore vu l’expo, mais ça vaut la peine d’y aller, ne serait-ce que pour la scénographie de Jean Nouvel, qui accepte cet humble rôle pour remercier son maître d’école. Claude Parent, n’est pas seulement « l’architecte du nucléaire », il est aussi le père de la Maison de l’Iran à la Cité universitaire de Paris et de la Maison Drusch (1963) à Versailles (le célèbre cube renversé), et de la Maison Bloc à Antibes.


Camera Obscura: Columbidae

Camera Obscura: romA?

martedì 9 febbraio 2010

Camera Obscura: amoR?

L’Inesplorato Ordinato

Der Wanderer über dem Nebelmeer, Caspar David Friedrich

Nel “Viandante sul mare di Nebbia” di Caspar David Friedrich (1818) ognuno di noi è l’Uomo davanti al Mondo.
L’Uomo è davanti alla natura Inesplorata (luoghi, tempi, circostanze) e il mondo gli sta davanti avvolto in una nebbia che può spaventare e, allo stesso tempo, allargare ad una dimensione più ampia di sé.
Possiamo guardare al futuro, alle cose che ci aspettano, al male che riempie il mondo, con pessimismo di chi, solo, sa di non poter cambiare le cose: oppure, sentendoci accompagnati nel viaggio dall’umanità che prima di noi ha lottato e vissuto, possiamo guardare con speranza davanti a noi, tenere lo sguardo alto, consapevoli che la strada non ce la diamo noi, e forse proprio per questo, consapevoli di essere partecipi di un progetto di felicità, personale e condiviso, al quale possiamo giungere.
La natura, le esperienze e il nostro sguardo di vita sul mondo sono un viaggio e ciò che ci è Altro ha un Ordine e il valore di ciò che siamo non è ciò che possiediamo ma l’Ampiezza alla quale ciascuno appartiene.

Camera Obscura: i Fori Imperiali

lunedì 8 febbraio 2010

Georges Wilson

Le 3 février dernier Georges Wilson est mort à Paris. N’importe quel site ou blog théâtral vous dira que Wilson est arrivé encore jeune au Festival d’Avignon en 1952 pour jouer Lorenzaccio, et qu’il y est resté longtemps par la suite (entre autres: le Prince de Hambourg en 1956, aux côtés de Gérard Philipe et de Jeanne Moreau, ou Macbeth où il retrouva deux autres monstres sacrés du théâtre, Alain Cuny et Maria Casarès). Il vous diront aussi qu’il a été directeur du Théâtre National Populaire (TNP de Paris), après Jean Vilar du 1963 à1972.
Les sites les plus documentés vous raconteront aussi de « son physique, sa voix âpre et tendre, ainsi que son autorité au service de ses personnages, leur donnant une force, qui n'excluait pas une très grande sensibilité» comme de sa carrière cinématographique, dont nous soulignons son rôle de l'aumônier dans le Dialogue des carmélites (1960).

Ipse Dixit: Pier Paolo Pasolini

L’Italia è un paese che diventa sempre più stupido e ignorante. Vi si coltivano retoriche sempre più insopportabili. Non c’è del resto conformismo peggiore di quello di sinistra: soprattutto naturalmente quando viene fatto proprio anche dalla destra. Il teatro italiano, in questo contesto (in cui l’ufficialità è la protesta) si trova certo culturalmente al limite più basso. Il vecchio teatro tradizionale è sempre più ributtante. Il teatro nuovo – che in altro non consiste che nel lungo marcire del modello del “Living Theatre” (escludendo Carmelo Bene, autonomo e originale) – è riuscito a divenire altrettanto ributtante che il teatro tradizionale.

Camera Obscura: Escalator

sabato 6 febbraio 2010

Camera Obscura: Arche de la Défense

la nuova oggettività tedesca

Anche l'io, dunque, è più un oggetto che un soggetto. E da questa messa in questione  dell'individuo deriva un ritorno alle cose, un appello alla dura lezione dei fatti. All'arte non si chiede più  un'interpretazione o trasfigurazione della natura, ma una descrizione esatta, impersonale, fotografica. non a caso nei ritratti della Nuova Oggettività le figure sono spesso disegnate con occhiali, monocoli, lenti. É un dettaglio ispirato, certo, dal desiderio di non idealizzare l'immagine, di non idealizzare i segni che ne denunciano i limiti e i difetti. Ma soprattutto ribadisce che quello che importa è l'osservazione attenta, inoppugnabile, delle cose, non la cecità rabdomantica che un tempo si attribuiva ai poeti.

Camera Obscura: Cantiere

mercoledì 3 febbraio 2010

Vincent van Delacroix


Vincent van Gogh fue y es uno de los artistas que la historia del arte denomina como “maldito”, por una presunta vida de pordiosero, vagabundo y sin ningún tipo de esperanza monetaria. Pero el arte salva, dicen algunos, de hecho Van Gogh a través de sus obras, sus entrañas vibran aun hoy en día, el color no es otra cosa che sus propios músculos que se agitan en una desesperada lucha con el cotidiano, en contra del cotidiano.

Rialto, Venezia: una Storia

"Il terreno era o nudo o ammattonato; i fonteghi delle varie nazioni si aprivano nelle viscere delle callette tenebrose; le osterie, a giudicar dalla più illustre di tutte, quella "del Sturion", avevano un'aria casalinga, senz'ombra di lusso (...). E con tutto ciò, Rialto era una delle più alte potenze della terra; e incantava gli occhi e l'animo dei viaggiatori col moto perpetuo delle sue folle, con l'infinita varietà delle sue mostre, e con quella sua straordinaria alacrità di vita e virtù d'espansione che a gni ora vibrava nell'aria, confusa col libero spirito delle acque.
Ci si può fare un'idea dello spettacolo, osservando il Miracolo della Croce di Vittor Carpaccio, dipinto sul finire del secolo (1494) e conservato nelle Gallerie dell'Accademia: un quadro che, salvo il primo piano occupato da un'architettura d'invenzione, è un veristico ritratto della Riva del Vin e del vecchio ponte di Legno; col canale popolato di gondole, e le gondole e la riva popolate di cavalieri e di magistrati, di prelati e d'uomini d'arme, di paggi e di mercanti: e c'è anche il bastaso che porta il caratello all'osteria "del Sturion", e la damina che sporge il capo da sotto il felze d'una gondola, e i Turchi in turbante, fermi sui primi gradinidel ponte, e perfino il moro, in calze lunghe e braghetta, che fa da gondoliere."
Diego Valeri, Guida sentimentale di Venezia, Passigli Editore

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