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domenica 28 luglio 2019

Ipse Dixit: Giovanni Riva

Ci vorrebbe una nuova creazione
ed intanto si grida: scandalo,
si indica a dito colui che si fissa
di essere quest'uomo nuovo.
Lo si sbatte in un angolo
fuori dal mondo e più in là
ci sarebbe solo l'inferno.

Giovanni Riva, E chiamarmi Giovanni

lunedì 9 aprile 2018

Ipse dixit: Ho Chi Minh

Pur con le gambe e i polsi
strettamente legati
ovunque sento uccelli
e il profumo dei fiori.

Ho Chi Minh, Diario dal carcere

lunedì 15 gennaio 2018

Ipse dixit: Antonin Raymond

Life in these days was profoundly interesting. Creative activity was stirring, the pseudoclassical tradition was cracking up.
Horizons widened, one's blood began to circulate. I felt a need to devote my life to finding out what is good and what is bad, what is true and what is false, what is beautiful and what is ugly.


Antonin Raymond, An autobiography

lunedì 3 ottobre 2016

In qualsiasi altro punto!


   E allora, dove? In qualsiasi altro punto. Questa è la risposta a chi, ascoltata la vostra critica su un oggetto posto in modo da formare una simmetria, vi chiede dove situarlo. In qualsiasi altro punto. Ne esiste solo uno radicalmente sbagliato: quello che si sceglie "spontaneamente", rigurgitando le convenzioni ataviche, introiettate nell'inconscio.
   Possiamo avvalerci di un esempio ancor più modesto di una finestra, con cui è agevole sperimentare: un quadro. Ecco una parete: dove appenderlo? Ovviamente, nel mezzo. Ebbene, in qualsiasi altro punto, a destra, a sinistra, più in alto o più in basso, ovunque meno che lì. Nel mezzo, spezza la parete in parti uguali, ne decurta le dimensioni visuali, le umilia, si lascia incorniciare dal muro isolandosi, invece di spaziare e far respirare l'ambiente.
   (...)
   Una stanza. Dove entrare? In qualsiasi altro punto che non sia nel mezzo di una parete. Ne bipartiremmo lo spazio. Anzi, in qualsiasi altro punto vuol dire nel punto convenientemente più decentrato, affinché si esalti la diagonale, la massima profondità. Per accentuare la visione in diagonale, perché non distaccare la porta d'ingresso dal piano della parete, inclinandola? Ottimo, la risemantizziamo, differenziandola dalle altre.
   La stessa stanza. Dove illuminarla? In qualsiasi altro punto che non sia al centro, onde non tripartire l'ambiente con una zona rischiarata tra due buie ai lati. Risemantizziamo la finestra in funzione dello spazio interno, qualificando la luce. Non v'è panorama su cui affacciarsi: allora, nastro a filo di pavimento, nastro (di altezza diversa, per evitare la simmetria) a filo di soffitto, nastri agli angoli per illuminare i piani. Nel prospetto della stazione di Roma, troviamo due asole di luce per piano, all'altezza della scrivania e del soffitto; dispositivo soddisfacente benché classicizzato da un'eccessiva allitterazione. Qualora si abbia la possibilità di aprire finestre da ambo i lati, non siano mai contrapposte: s'illuminerebbero a vicenda invece di portare luce nello spazio. Osservate la sala dei Mesi nella delizia di Schifanoia a Ferrara: ad ogni finestra corrisponde, di fronte, un pieno, sicché la luce irrora magnificamente i celebri affreschi estensi.

Bruno Zevi, Il linguaggio moderno dell'architettura

domenica 18 settembre 2016

Ipse Dixit: Van Gogh

Sono sempre più convinto, come del resto ho già detto a Isaäcson, che lavorando assiduamente dal vero senza dirsi preventivamente: "Vaglio fare questo o quest'altro", ma lavorando come se si facessero delle scarpe, senza preoccupazioni artistiche, non si farà sempre del bene, ma verrà il giorno in cui, anche non pensandoci, si troverà un soggetto di pari valore del lavoro di quelli che ci hanno preceduto. Si impara a conoscere un paese, che in fondo è completamente diverso da come ci è apparso a prima vista.
Vincent Van Gogh, Lettere a Theo

lunedì 2 novembre 2015

Ipse dixit: Bloy

La filosofia è per me un tedio, la teologia mi opprime, le parole senza amore non riesco a capirle, i ragionamenti dei dotti mi sembrano un pozzo tenebroso e l'orgoglio dell'uomo mi fa vomito.

Léon Bloy, Lettere a Jeanne Molbeck, Città armoniosa, 1990, pag. 44

mercoledì 14 ottobre 2015

Ipse dixit: Matsumura

«Ho incontrato un amico, ma, fra l’amicizia e la ditta, ha scelto la ditta.»
Naoto Matsumura, dalla conferenza “Ho portato ad Abe
le vacche inquinate”, Tonalestate 2015

domenica 4 ottobre 2015

Ipse dixit: Thomas Merton

Per quanto l'uomo e il suo mondo possano sembrare in rovina, per quanto la disperazione umana possa diventare terribile, finchè continua ad essere un uomo, la sua stessa umanità seguita a dirgli che la vita ha un significato. Ed è proprio questa una delle ragioni per cui l'uomo tende a ribellarsi contro se stesso.
La nostra vita, sia come individui che come appartenenti a una razza inquieta e in lotta continua, ci dimostra chiaramente che deve avere un significato, di cui però una parte ancora ci sfugge. Eppure scoprire questo significato e vivere in conformità ad esso è il nostro compito nella vita. Abbiamo quindi qualche cosa per cui vivere. Il processo vitale dell'esistenza, del crescere, del divenire qualcuno è precisamente la consapevolezza gradualmente cosciente di ciò che sia questo "qualche cosa".
Thomas Merton. Nessun uomo è un'isola

martedì 15 settembre 2015

Ipse dixit: Blaise Pascal

Non è, tuttavia, senza rammarico, che mi allontano da queste opinioni così universalmente accettate. Lo faccio soltanto perché costretto dalla forza della verità. Ho resistito a queste nuove idee, finché ho potuto avere qualche appiglio per seguire gli antichi [...]. Ma, finalmente, l'evidenza delle esperienze mi ha obbligato ad abbandonare le opinioni alle quali mi aveva legato il rispetto per gli antichi.
Blaise Pascal, Trattati sull'equilibrio dei liquidi e sul peso della massa dell'aria

lunedì 29 giugno 2015

Ipse dixit: Brecht

A che serve, Lidia Antonova, il timor di Dio? Dovrebbe piuttosto aver timore di Vera Stepanovna. Allo stesso modo che io non ho perso mio figlio Pavel per un impenetrabile disegno di Dio, ma per un penetrabilissimo decreto dello zar, così Vera Stepanovna l'ha gettata sulla strada, perchè un uomo, che abita in una villa e che non ha in sé niente di divino, l'ha licenziata dal lavoro.
Bertolt Brecht, La Madre

sabato 27 giugno 2015

Ipse Dixit: Le Corbusier

Ho 77 anni, e la mia morale si può riassumere così: nella vita bisogna operare; agire, cioè, nella modestia, nell'esattezza, nella precisione. L'unica atmosfera possibile per la creazione artistica è la regolarità, la modestia, la continuità, la perseveranza. L'unica cosa trasmissibile è il pensiero, la parte nobile del frutto del lavoro. Questo pensiero può diventare, o no, una vittoria sul destino al di là della morte e assumere forse un'altra dimensione imprevedibile.
Le Corbusier, Appunti, 1965

lunedì 25 maggio 2015

Ipse Dixit: Melville


"Erano un uomo solo, e non trenta. Infatti, come l'unica nave che li conteneva tutti, sebbene assemblata con ogni tipo di materiali diversi - legno di quercia, d'acero e di pino, nonché ferro, pece e canapa - inchiodati insieme tuttavia in quell'unico scafo solido che scivolava sulla sua rotta, equilibrato e governato dalla lunga chiglia centrale, così tutte le individualità dell'equipaggio, il coraggio di uno e la paura di un altro, colpa e senso di colpa, tutte le diversità erano saldate in unità, e fatte convergere in quell'obiettivo fatale perseguito da Achab, rappresentante la chiglia ed il loro unico signore."
Herman Melville, Moby Dick

sabato 16 maggio 2015

Ipse Dixit: Zaid

“La cultura è conversazione. (..) Che importanza ha quanto siamo colti e aggiornati….Ciò che importa è come ci sentiamo, come vediamo le cose, quello che facciamo dopo aver letto; se la strada e le nuvole e l’esistere di altre persone ci importano oppure no; e se leggere ci rende, fisicamente, più vivi”
Gabriel Zaid. Troppi libri

venerdì 24 aprile 2015

Ipse Dixit: De Petro

"E', quindi, come l'aspetto più segreto e più vibrante (però più cordiale) del vostro progetto: la memoria della sua compagnia umana nelle vostre case, quando vi desterete il mattino, quando affronterete il dovere di ogni giorno , quando, nella stanchezza e nella letizia della vostra amicizia profonda, voi vi ritroverete nelle vostre case la sera.
Questa compagnia grande, che stabilisce la nobiltà, che spalanca i limiti della meschinità in cui tutto finisce senza di essa, questa memoria: fate proposito che non si eclissi mai, che non sia mai censurata; infatti, questa società (che si dice civile) l'unica cosa che fa è quella di censurare ciò che ne rimane, cioè censurare la verità."
Antonio De Petro, Fuor della vita è il termine

martedì 14 aprile 2015

Ipse Dixit: Pavese

"E' una vecchia sapienza, ma fa piacere averla riscoperta. Credi solo all'attaccamento che costa sacrificio: tutto l'altro è, nel migliore dei casi, retorica.
Del resto Cristo - il nostro divino modello - non pretendeva meno dagli uomini.
Da chi non è pronto -  non dico a sacrificarti il suo sangue, che è cosa fulminea e facile - ma a legarsi a te per tutta la vita (rinnovare cioè ad ogni giornata la dedizione) - non dovresti accettare neanche una sigaretta."

domenica 8 febbraio 2015

Ipse dixit Guardini


 




I nostri giovani sono dei feriti, bisogna parlare loro dolcemente come si parla a chi torna da lontano; bisogna cercare di restituire alla nostra gioventù l'inquietudine dello spirito.

Romano Guardini

mercoledì 28 gennaio 2015

Ipse Dixit: Montale

          E ora che ne sarà
del mio viaggio?
Troppo accuratamente l'ho studiato
senza saperne nulla. Un imprevisto
è la sola speranza. Ma mi dicono
ch'è una stoltezza dirselo.

Eugenio Montale, Prima del viaggio - Satura

giovedì 22 gennaio 2015

Votre aveuglement produit leur cécité


Victor HUGO (1802-1885)
A ceux qu’on foule aux pieds
L’Année terrible (1872)

Référence aux années 1870-1871 (guerre contre la Prusse, siège de Paris, capitulation de Paris, défaite de Napoléon III le 4 septembre 1870, et guerre civile à Paris). Commune de Paris, 18 mars-semaine du 21 au 28 mai (« semaine sanglante ») 1871.
 
Voir : Pierre MILZA, L’Année terrible. Tome 1, La guerre franco-prussienne, septembre 1870-mars 1871 / Tome 2, La Commune, mars-juin 1871, Paris, Perrin, 2009.

A son retour d’exil, en 1871, Victor Hugo participe à la défense de Paris assiégé par les troupes prussiennes. Il est en Belgique pendant La Commune, gouvernement révolutionnaire imposé par le peuple parisien, violemment réprimé par les forces de l’ordre.
Incendie de la bibliothèque du Louvre par les Communards le 24 mai 1871

« […] Étant les ignorants, ils sont les incléments ;
Hélas ! combien de temps faudra-t-il vous redire
À vous tous, que c’était à vous de les conduire,
Qu’il fallait leur donner leur part de la cité,
Que votre aveuglement produit leur cécité ;
D’une tutelle avare on recueille les suites,
Et le mal qu’ils vous font, c’est vous qui le leur fîtes.
Vous ne les avez pas guidés, pris par la main,
Et renseignés sur l’ombre et sur le vrai chemin ;
Vous les avez laissés en proie au labyrinthe.
Ils sont votre épouvante et vous êtes leur crainte ;
C’est qu’ils n’ont pas senti votre fraternité.
Ils errent ; l’instinct bon se nourrit de clarté ;
Ils n’ont rien dont leur âme obscure se repaisse ;
Ils cherchent des lueurs dans la nuit, plus épaisse
Et plus morne là-haut que les branches des bois ;
Pas un phare. A tâtons, en détresse, aux abois,
Comment peut-il penser celui qui ne peut vivre ?"

lunedì 22 dicembre 2014

Ipse dixit: I sì si succedono ai sì

ell'amore, i sì si succedono ai sì, all'infinito. E, se non fosse così, non esisterebbe neppure la fede, che è la cosa più ragionevolmente normale che ci sia al mondo. E' fatta così: di sì dietro a sì, per meraviglia, per attrazione, per ragione: per amore.
E' un mare in cui nàvighi. Non è una dimostrazione filosofica! E, mentre stai navigando, ti vien poi la paura di affogarci. E ti domandi, coi brividi per il futuro: E se annegassi?. Se ami davvero, quando ti fai questa domanda sei già annegato.
Si chiama affidarsi per sempre. Amarsi per sempre. E' la passione, secondo me. Ogni altra cosa che si intenda per passione è solo una roba da bestie."
Antonio De Petro, Fuor della vita è il termine

Campionare i fumetti: Samplerman comics by Yvang

"Yvan Guillo, aka Yvang, è un fumettista francese nato nel 1971. Ha cominciato pubblicando fumetti in varie fanzine fin dai primi anni ...